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Progettare la formazione digitale in sanita

Lesson 04 of 14

[04] Competenze Digitali e Formazione Continua in Sanità

From L' Educatore Digitale in Sanità
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Overview

Un approfondimento sulle nuove modalità di formazione continua per i professionisti sanitari e il ruolo centrale delle competenze digitali. Attraverso esempi pratici e riflessioni tratte dal libro della prof.ssa Claudia Bellini, esploriamo sfide e opportunità della digitalizzazione in sanità.

Progettare la formazione digitale in sanita: [04] Competenze Digitali e Formazione Continua in Sanità — full transcript

Tipologie di Formazione Continua: Dal Residenziale al Digitale

Marco Rossi: Ciao a tutti e bentornati a "L'Educatore Digitale in Sanità". Io sono Marco Rossi, e come sempre qui con me c'è Elena Ferri. In questo episodio continuiamo la lettura del libro "L' Educatore Digitale in Sanità" della professoressa Claudia Bellini.

Marco Rossi: Concludiamo la lettura del primo capitolo relativo all'approfondimento dell'evoluzione della formazione continua in sanità analizzando le nuove modalità di formazione continua per i professionisti sanitari.

Marco Rossi: Elena, partiamo subito: quante tipologie di formazione continua esistono oggi?

Unknown Speaker: Ciao Marco, ciao a tutti! Allora, secondo l’Accordo Stato-Regioni del 2017, le tipologie sono quattro: formazione residenziale, formazione sul campo, blended e formazione a distanza, cioè la famosa FAD. Ognuna ha le sue caratteristiche e, direi, anche i suoi pro e contro.

Marco Rossi: Sì, e forse la più "classica" è la residenziale, no? Quella dei convegni, dei congressi, dei corsi in aula. Però, se ci pensi, spesso sono eventi con tantissimi partecipanti, magari anche duecento persone, e non sempre c’è spazio per l’interazione vera. Cioè, puoi fare domande, ma non è proprio come lavorare in piccoli gruppi.

Unknown Speaker: Esatto, e infatti quando il setting lo permette, si possono fare attività più interattive, tipo role playing o simulazioni, ma non è la norma. Poi c’è la formazione sul campo, che secondo me è quella che lascia il segno: tirocini, training, affiancamento, stage... lì impari davvero facendo, e si creano anche legami tra colleghi che lavorano insieme ogni giorno.

Marco Rossi: Sì, quella è la formazione tra pari, no? E poi c’è la blended, che ormai è diventata quasi la regola. Però, attenzione, in sanità blended non vuol dire solo online più in presenza, ma spesso è un mix tra formazione residenziale e addestramento pratico sul campo. È un po’ diverso da come si usa il termine in altri contesti.

Unknown Speaker: Sì, e qui mi viene in mente un aneddoto: qualche anno fa ho partecipato a un corso blended su una nuova tecnologia diagnostica. La parte teorica era online, su una piattaforma tipo Moodle, e poi c’era una giornata in laboratorio. Devo dire che la combinazione tra studio autonomo e pratica guidata mi ha aiutato tantissimo a fissare i concetti. E anche il confronto con gli altri partecipanti, sia online che dal vivo, è stato prezioso.

Marco Rossi: Ecco, Moodle è proprio uno di quegli strumenti che hanno rivoluzionato la FAD. La formazione a distanza, infatti, oggi si fa sia con materiali informatici o cartacei, sia in modalità e-learning vera e propria, con piattaforme che tracciano tutto: presenze, attività, tempi di accesso. E la flessibilità è pazzesca, puoi seguire quando vuoi, dove vuoi.

Unknown Speaker: Sì, e non è un caso che, soprattutto dopo la pandemia, la tendenza sia proprio quella di preferire percorsi blended che uniscono FAD e formazione sul campo. Così si riesce a coprire sia il bisogno di aggiornamento teorico che quello pratico.

Valutazione e Regolamentazione della Formazione Digitale

Marco Rossi: A proposito di FAD, una cosa che mi ha sempre incuriosito è come venga valutata la formazione online. Cioè, come si fa a capire se uno ha davvero partecipato e imparato qualcosa?

Unknown Speaker: Ottima domanda. In realtà, la valutazione si basa su diversi strumenti: ci sono i test di presenza, il tracciamento delle attività sulla piattaforma, e poi i test di apprendimento che puoi fare solo dopo aver completato i contenuti. E tutto questo è regolamentato in modo molto preciso, anche per l’accreditamento ECM.

Marco Rossi: Sì, e qui entra in gioco anche la qualità pedagogica degli strumenti: devono essere efficaci, interattivi, flessibili. E poi c’è il tema dell’autoregolazione: chi segue un corso FAD deve imparare a gestirsi da solo, senza il formatore che ti controlla ogni minuto. Non è sempre facile, eh.

Unknown Speaker: No, infatti. E poi ci sono le criticità: la FAD è sostenibile, flessibile, permette di risparmiare tempo e risorse, ma c’è sempre il rischio che diventi solo un obbligo da spuntare, senza vero coinvolgimento. L’obbligatorietà della formazione è un tema caldo, anche perché molti professionisti la vivono come un peso, soprattutto se le ore richieste sono tante.

Marco Rossi: Guarda, durante la pandemia abbiamo visto un’accelerazione incredibile della formazione digitale. Tutto quello che prima si faceva in aula è diventato online, anche le esercitazioni in piccoli gruppi sono state sostituite da webinar interattivi. E, devo dire, i webinar hanno avuto un ruolo fondamentale: hanno permesso di mantenere un certo livello di interazione, anche se a distanza. Però, non so, secondo me manca ancora qualcosa rispetto al confronto diretto.

Unknown Speaker: Sono d’accordo, il digitale ha tantissimi vantaggi, ma non può sostituire del tutto la dimensione umana e il confronto faccia a faccia. Però, come abbiamo visto anche nelle scorse puntate, la digitalizzazione ha reso la formazione più accessibile e meno onerosa, sia in termini di tempo che di costi. E la possibilità di seguire i corsi quando vuoi, magari la sera o nei ritagli di tempo, è davvero una svolta.

Marco Rossi: Sì, e poi la tecnologia permette anche di tracciare tutto: con piattaforme come Moodle puoi vedere chi ha fatto cosa, quanto tempo ha passato su ogni attività, se ha partecipato alle discussioni. Questo aiuta anche a garantire una certa qualità e a premiare chi si impegna davvero.

Le Competenze del Futuro: Il Ruolo dell’Educatore Digitale

Unknown Speaker: E qui arriviamo al punto centrale del libro della professoressa Bellini: le competenze digitali stanno diventando sempre più fondamentali in sanità. Non basta più conoscere le tecniche cliniche, bisogna sapersi muovere tra big data, telemedicina, intelligenza artificiale... È una rivoluzione silenziosa, ma potentissima.

Marco Rossi: Sì, e secondo me la sfida più grande è proprio questa: imparare a imparare, cioè sviluppare quell’attitudine all’apprendimento continuo che ti permette di adattarti a tecnologie e strumenti che cambiano di continuo. E qui l’educatore digitale ha un ruolo chiave, perché deve aiutare i professionisti a orientarsi, a non perdersi tra mille novità.

Unknown Speaker: Assolutamente. E non si tratta solo di saper usare una piattaforma o un software, ma di acquisire competenze trasversali: gestione dei dati, sicurezza, collaborazione a distanza, capacità di lavorare in team interdisciplinari. Ti faccio un esempio: in un corso recente, abbiamo lavorato insieme a medici, infermieri, informatici e persino ingegneri biomedici. Solo così si riesce a preparare i professionisti alle sfide della digitalizzazione.

Marco Rossi: E poi, come dicevamo anche in una puntata precedente, la formazione continua non è solo accumulare crediti, ma è proprio una questione di cura educativa. Bisogna sviluppare nuove conoscenze, ma anche nuove attitudini, per rispondere ai bisogni dei pazienti e alle esigenze del sistema sanitario che cambia.

Unknown Speaker: Sì, e la rapidità con cui si evolvono le tecnologie ci obbliga a non fermarci mai. L’apprendimento continuo e l’adattamento sono le capacità più richieste oggi. E la formazione deve essere sempre più interdisciplinare, per valorizzare la varietà delle competenze di ciascuno.

Marco Rossi: Direi che abbiamo toccato tanti punti oggi, e forse abbiamo anche lanciato qualche spunto per le prossime puntate. Elena, come sempre è stato un piacere chiacchierare con te.

Unknown Speaker: Anche per me, Marco. Grazie a chi ci ha seguito, e ci sentiamo presto con nuovi approfondimenti su "L’Educatore Digitale in Sanità".

Marco Rossi: Ciao a tutti e buona formazione continua!

Unknown Speaker: Ciao!