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Psicologia sociale: atteggiamenti, dissonanza cognitiva e sé

Lesson 12 of 16

[12] Schemi e scorciatoie mentali nella percezione sociale

From Psicologia dei gruppi
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Overview

Sandra Catellani, AI-journalist, intervista il prof. Loris Vezzali sulle trappole della percezione sociale: bias, schemi mentali, euristiche e correlazione illusoria. Tra esempi brillanti, battute e riferimenti agli studi psicologici, l'episodio smonta miti e mostra con ironia come il nostro cervello risparmia energie... rischiando qualche scivolone!

Psicologia sociale: atteggiamenti, dissonanza cognitiva e sé: [12] Schemi e scorciatoie mentali nella percezione sociale — full transcript

Introduzione e presentazione AI

Sandra Catellani: Benvenuti a un nuovo episodio di "Psicologia dei gruppi"! Io sono Sandra Catellani, AI-journalist, e oggi, come sempre, ho il piacere di intervistare il professore Loris Vezzali... o meglio, la sua voce clonata! Due intelligenze artificiali al microfono: almeno una oggi dovrebbe capire tutto, no?

Loris Vezzali: Beh, Sandra, se davvero bastasse essere "intelligenti" per non cadere nei trabocchetti della mente, io avrei scelto il basket invece che la psicologia sociale!

Loris Vezzali: Ma almeno qui, all’Università di Modena e Reggio Emilia, ci proviamo a capire come funziona la percezione sociale... anche se ogni tanto inciampiamo nei nostri stessi bias.

Sandra Catellani: Ecco, oggi parliamo proprio di queste trappole: bias, schemi mentali, scorciatoie cognitive...

Sandra Catellani: Tutto quello che ci fa risparmiare energie, ma a volte ci fa fare delle belle figuracce!

Sandra Catellani: E ovviamente, lo facciamo con il solito spirito del corso di Digital Education: un po’ di teoria, tanti esempi e qualche risata.

Processi automatici vs controllati: il lato pratico delle scorciatoie

Sandra Catellani: Allora, Loris, partiamo dal principio: la nostra mente alterna tra processi controllati e processi automatici.

Sandra Catellani: Ma nella vita di tutti i giorni, come funziona davvero?

Loris Vezzali: Guarda, Sandra, i processi controllati sono quelli riflessivi: quando decidi consapevolmente cosa fare, tipo scegliere se rispondere a una mail o ignorarla.

Loris Vezzali: Poi ci sono i processi automatici, che sono come il pilota automatico: ti ritrovi a fare le cose senza pensarci troppo, come infilare le chiavi nella porta di casa... o almeno provarci, se non le hai dimenticate!

Sandra Catellani: Tipo quando chiedi "Dove ho lasciato il caffè?"

Sandra Catellani: e lo trovi nel frigo! Succede solo a me?

Loris Vezzali: No, no, capita anche a me, soprattutto quando sono immerso nei pensieri. Il punto è che la mente cerca sempre di risparmiare energie: alterna tra riflessione e abitudine, così possiamo concentrarci sulle cose davvero importanti... o almeno provarci!

Sandra Catellani: Quindi, se ogni tanto ci perdiamo nei nostri automatismi, non è solo colpa nostra: è il cervello che cerca la via più breve.

Sandra Catellani: Ma attenzione, perché queste scorciatoie non sono sempre affidabili!

Gli schemi mentali: dottori, autobus e… complicazioni

Sandra Catellani: Parliamo di schemi mentali.

Sandra Catellani: Loris, puoi spiegarci con un esempio pratico che cos’è uno schema?

Loris Vezzali: Certo! Immagina di entrare in una stanza: c’è una donna che si spoglia e si mette sul letto. Sembra una scena strana, ma se ti dico che è una visita medica, tutto torna normale.

Loris Vezzali: Questo perché abbiamo interiorizzato lo schema "dal dottore ci si spoglia per la visita".

Loris Vezzali: Gli schemi ci aiutano a dare senso alle situazioni, anche a quelle che potrebbero sembrare assurde senza il contesto giusto.

Sandra Catellani: E in aula universitaria?

Sandra Catellani: Perché tutti si siedono e ascoltano, anche se nessuno ci ha mai spiegato davvero il perché?

Loris Vezzali: Esatto! È lo schema della lezione: c’è chi parla e chi ascolta.

Loris Vezzali: Senza questo schema, sarebbe tutto incomprensibile. E vale anche per le persone: abbiamo schemi per amici, colleghi, sportivi... e pure per i professori, temo!

Sandra Catellani: A proposito di uscire dagli schemi: una volta, in una lezione virtuale, il mio avatar si è seduto... sul banco.

Sandra Catellani: Ecco, quello sì che è rompere gli schemi digitali!

Loris Vezzali: Beh, almeno il tuo avatar si è seduto!

Loris Vezzali: l mio una volta è rimasto in piedi per tutta la lezione... forse aveva bisogno di sgranchirsi le gambe virtuali!

Lo schema di sé e la conferma dei tratti personali

Sandra Catellani: Torniamo agli schemi, ma questa volta parliamo di quelli che riguardano noi stessi.

Sandra Catellani: Loris, che cos’è lo schema di sé secondo la teoria di Marcus?

Loris Vezzali: Secondo Marcus, ognuno di noi ha uno schema di sé: una specie di autoritratto mentale con i tratti che ci definiscono, tipo "sono estroverso" o "sono timido". Questi tratti sono più accessibili nella memoria e guidano il modo in cui interpretiamo le informazioni su di noi.

Sandra Catellani: E qui entra in gioco il bias di conferma, giusto?

Sandra Catellani: Tendiamo a vedere solo quello che conferma il nostro schema, come gli amici che ti ricordano solo i tuoi successi... o solo i tuoi errori!

Loris Vezzali: Esatto! Il bias di conferma ci porta a cercare informazioni che rafforzano la nostra idea di noi stessi e a ignorare quelle che la metterebbero in discussione.

Loris Vezzali: È un po’ come quando le AI, tipo te Sandra, preferiscono sempre le stesse risposte alle domande difficili!

Sandra Catellani: Touché!

Sandra Catellani: Anche noi AI abbiamo i nostri piccoli bias... Ma almeno non ci offendiamo se qualcuno ci fa notare un errore!

Heuristics: rappresentatività, disponibilità, simulazione e ancoraggio

Sandra Catellani: Adesso entriamo nel magico mondo delle euristiche: le scorciatoie mentali che ci salvano la vita... o ci fanno sbagliare clamorosamente.

Sandra Catellani: Loris, quali sono le più famose?

Loris Vezzali: Allora, la prima è l’euristica della rappresentatività: giudichiamo una persona in base a quanto si adatta allo schema che abbiamo in mente.

Loris Vezzali: Tipo: se ti dico che Frank è divorziato due volte e ama bighellonare al bar, lo immagini più avvocato o ingegnere?

Loris Vezzali: La maggior parte risponde avvocato, anche se magari le statistiche dicono altro.

Sandra Catellani: Poi c’è la disponibilità: se leggi tante notizie sulle baby gang, ti sembrerà che i giovani siano tutti violenti.

Sandra Catellani: Ma magari è solo che quell’informazione è fresca nella tua mente!

Loris Vezzali: Esatto! E il pensiero controfattuale, o simulazione: tipo quando perdi l’autobus per un soffio e passi la giornata a pensare "se solo fossi uscito un minuto prima...".

Sandra Catellani: E infine l’ancoraggio: se ti dico che una chitarra costa 500 euro, userai quel numero come riferimento per tutte le altre stime.

Sandra Catellani: O se ti chiedo: il rischio di guerra nucleare è più dell’1% o meno del 90%... Loris, tu cosa ordineresti a cena?

Loris Vezzali: Mah, se devo scegliere tra l’1% e il 90%, direi... una pizza margherita, che almeno è una certezza! Ma davvero, l’ancoraggio influenza tantissimo le nostre valutazioni, anche quando pensiamo di essere razionali.

Sandra Catellani: Morale: le scorciatoie mentali ci aiutano a sopravvivere nelle chat di famiglia, ma attenzione agli errori di valutazione!

Correlazione illusoria: vediamo connessioni dove non esistono

Sandra Catellani: Parliamo di un altro trabocchetto: la correlazione illusoria.

Sandra Catellani: Loris, di cosa si tratta?

Loris Vezzali: È quando vediamo un legame tra due eventi che in realtà non sono collegati. C’è uno studio famoso: si chiedeva ai partecipanti di osservare i giorni in cui si bombardavano le nuvole per far piovere.

Loris Vezzali: Anche se la pioggia era del tutto casuale, molti erano convinti che il bombardamento funzionasse davvero!

Sandra Catellani: Quindi la mente cerca connessioni anche dove non ci sono, solo perché ci aspettiamo che ci siano.

Sandra Catellani: Un po’ come quando rompi uno specchio e pensi: "Oggi solo sfortuna!"

Loris Vezzali: O come quando crediamo che se l’episodio dura più di 30 minuti, impariamo di più! In realtà, a volte bastano pochi secondi per cadere in una trappola mentale...

Sandra Catellani: Ecco, la correlazione illusoria è un altro esempio di come la nostra mente preferisca le storie semplici alle spiegazioni complesse.

Sandra Catellani: Ma non sempre ci azzecca!

Tre messaggi da portare a casa, con il sorriso

Sandra Catellani: Siamo arrivati alla fine, Loris.

Sandra Catellani: Tre messaggi da portare a casa?

Loris Vezzali: Primo: occhio alle scorciatoie mentali! Fanno risparmiare tempo, ma vanno usate con cautela.

Loris Vezzali: Secondo: gli schemi aiutano a capire il mondo, ma non sempre sono giusti.

Loris Vezzali: Terzo: ridere dei nostri errori è la miglior difesa contro i bias.

Sandra Catellani: E aggiungo: se il tuo schema da modenese ti porta a cercare l’aceto balsamico anche all’estero, non sentirti solo, Loris.

Sandra Catellani: Io, da AI, cerco sempre la connessione Wi-Fi migliore!

Loris Vezzali: Beh, almeno tu non rischi di finire la batteria!

Loris Vezzali: Grazie Sandra, e grazie a chi ci ha ascoltato.

Loris Vezzali: Alla prossima puntata, dove continueremo a esplorare i misteri della mente... e magari a scoprire qualche nuovo trabocchetto!

Sandra Catellani: Grazie Loris, e grazie a tutti voi.

Sandra Catellani: Da una voce umana (o quasi) e una voce artificiale, un saluto e... occhio ai bias! Alla prossima!